IL QUOTIDIANO.NET: Con il cane accanto il dolore passa


Con il cane accanto il dolore passa. Una ricerca lo conferma

Lo studio è in corso presso la Casa pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano e ha già dimostrato che il 64% dei piccoli si mostra più “consolabile” durante un prelievo di sangue. Michela Vittoria Brambilla insiste: “Serve una legge sulla pet therapy”

Michela Vittoria Brambilla con un bimbo e un cane

Milano, 16 marzo 2017 – Avere Fido a fianco fa bene ai piccoli pazienti. Nel 64 per cento dei casi i bambini che durante il prelievo di sangue hanno potuto interagire con un cane hanno mostrato una maggiore “consolabilità” e una ridotta percezione del dolore. Segni positivi mostra anche la rilevazione degli indici fisiologici (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, ossigenazione del sangue). E’ quanto emerge dai primi risultati del monitoraggio avviato lo scorso anno sul programma di pet therapy della Casa pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Alla presentazione hanno partecipato, oggi, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente e presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, il direttore della Casa pediatrica Prof. Luca Bernardo e il presidente di Frida’s Friends Mario Colombo.

Lo studio ancora in corso, effettuato in occasione di prelievi di sangue, ha lo scopo di valutare gli effetti della presenza del cane in un momento di potenziale stress per il bambino. La parte qualitativa consiste nell’osservazione da parte dell’operatore-psicologo, che lo invita ad accarezzare il cane, annota quando il bambino smette di piangere e gli propone, prima, durante e dopo l’operazione, di scegliere fra tre “faccine”: triste, indifferente, allegro. La parte quantitativa prevede la rilevazione di alcuni indici fisiologici nel corso del prelievo. Le prime osservazioni confermano che attivare un progetto di pet therapy nella Casa pediatrica è stata una buona idea. Quasi due terzi dei bambini “accompagnati” dal cane-terapeuta hanno sopportato meglio il dolore rispetto al campione di controllo, con risultati non dissimili nei due gruppi da 0 a 2 anni e da 3 a 7 anni.

“Sono passati quasi quindici anni – ricorda l’on. Brambilla – da quando un decreto del presidente del Consiglio, allora Silvio Berlusconi, ha ufficialmente riconosciuto il valore terapeutico della pet therapy. Nel frattempo sono stati compiuti molti passi avanti, basti citare l’approvazione di un documento del comitato di bioetica, l’attivazione di un centro di referenza nazionale e il recente rapporto su Attività e terapie assistite con animali e la relativa proposta di linee guida. Tuttavia per definire figure professionali, standard e procedure occorre una legge nazionale che ancora non c’è e che chiedo al Parlamento di discutere. Il mio contributo è una proposta di legge, già depositata, che mira a superare lo spontaneismo, magari generoso ma pericoloso, e a tutelare adeguatamente pazienti, operatori e gli animali stessi. La pet therapy, infatti, non è e non può essere “sfruttamento” degli animali, ma una forma dolce di coterapia che riconosce la loro la capacità di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani. A questi benefici dovrebbero poter accedere facilmente tutti coloro che ne hanno bisogno: il moltiplicarsi delle evidenze scientifiche suggerisce l’opportunità che il Servizio sanitario nazionale sostenga anche economicamente il ricorso a terapie assistite con animali”.

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